L’Oratorio superiore di San Bernardino al Prato
Siena - Tesori d’Arte vicini che molti non conoscono![]()
L'Oratorio superiore di San Bernardino è uno straordinario scrigno d'arte rinascimentale situato in Piazza San Francesco e rappresenta il nucleo più antico e prezioso dell'intero complesso, che oggi ospita il Museo Diocesano d'Arte Sacra.
L'edificio nacque originariamente per ospitare la Confraternita di SantaMaria e San Francesco.
Nel XVI secolo fu intitolato al frate francescano Bernardino
Albizzeschi (San Bernardino da Siena), celebre per le sue intense predicazioni nella piazza antistante. L'aula dell'oratorio superiore si caratterizza per:
• Il soffitto a cassettoni: splendidamente decorato con teste di cherubini.
• Le pareti in legno: arricchite da raffinate decorazioni a stucco realizzate da Ventura Turapilli tra il 1496 e il 1512.
Questo oratorio, intitolato a Santa Maria degli Angeli, è celebre in tutto il mondo dell’arte per il suo ciclo di affreschi dedicati alle Storie della Vergine, dipinti tra il 1518 e il 1532, e rappresenta una delle massime espressioni del Manierismo senese.
Il suo allestimento è stato eseguito da tre grandi maestri dell’epoca:
• Il Sodoma: autore di scene vibranti come la Presentazione di Maria al Tempio, la Visitazione e l'Assunzione.
• Domenico Beccafumi: che ha impresso la sua firma inconfondibile nello Sposalizio della Vergine e nel Transito della Vergine.
• Girolamo del Pacchia: che ha dipinto la Natività della Vergine e l'Annunciazione.
Lo stile di queste opere riflette in modo evidente l'influenza dei grandi capolavori romani di Michelangelo e Raffaello, in particolare la Cappella Sistina e le Stanze Vaticane.
L'Oratorio superiore di San Bernardino nasce storicamente per accogliere la Confraternita di Santa Maria e San Francesco, una delle più influenti associazioni laiche di Siena dedite alla preghiera e alle opere di carità.
La confraternita costruì questo nucleo nella seconda metà del XV secolo nel luogo preciso: la piazza di San Francesco, in cui San Bernardino teneva le sue celebri e affollatissime prediche.
Dopo la canonizzazione del Santo, nel 1450, l'Oratorio divenne il centro nevralgico della memoria e del culto di San Bernardino a Siena.
Nel Cinquecento, l'aula superiore fu impreziosita dal monumentale ciclo pittorico, trasformando lo spazio di preghiera in un manifesto dell'identità religiosa e civica senese.
L'intero ciclo di affreschi dell'aula superiore esprime un profondo significato mariano e francescano:
L'esaltazione di Maria: San Bernardino fu un fervente sostenitore del culto della Vergine. Le scene dipinte dal Sodoma, dal Beccafumi e dal Pacchia celebrano la purezza, l'intercessione e il trionfo in cielo di Maria
passando dalla Natività all'Incoronazione.
Il dogma dell'Immacolata Concezione:
L'ordine francescano difendeva fermamente il dogma dell'Immacolata Concezione. Il ciclo dell'oratorio fungeva da vera e propria "bibbia illustrata" per riaffermare questa precisa visione teologica davanti ai fedeli.
L'identità cittadina: Per i senesi, la Madonna era la protettrice assoluta dello Stato. Venerare Maria nell'oratorio significava sia compiere un atto di fede, sia rinnovare il patto civico che legava la città di Siena alla sua protettrice celeste.
Naviga nell'Oratorio visualizzando le opere d'arte e informazioni su di esse.
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